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mag
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“Il mercato nero delle idee altrui” da darsch.it

Il 23 Maggio non regalerò un libro.

Rieccomi qui dopo tanto tempo a scrivere di nuovo nel mio blog, questa volta però per parlare di una cosa che mi ha toccato particolarmente in modo negativo, lasciandomi tanto di quell’amaro in bocca.

Siccome condivido a pieno ogni singola parola scritta dai miei amici Simone (Darsch di darsch.it) e Alberto (Alberto Schiariti, ideatore di Leggere, leggere, leggere), non faccio altro che riportare in toto l’articolo scritto da Simone sul suo blog:

“Il mercato nero delle idee altrui” da darsch.it

Vi ricordate della bellissima iniziativa “Leggere, leggere, leggere“, che ha avuto così tanto successo circa 2 mesi fa? Bene, vi chiedo di dedicare 5 minuti del vostro tempo al post che il suo ideatore ha scritto poco fa. Seguiranno le mie considerazioni.


Alberto Schiariti sul suo blog “Pensoscrivo

Prima o poi sarebbe successo e quindi non sono totalmente impreparato, però per quanto tu ti possa preparare a qualcosa, poi un po’ ti sorprende sempre. Ecco che oggi scopro che il 23 maggio è stata organizzata un’iniziativa che assomiglia incredibilmente a una cosa che ho messo su, insieme a chiunque ne abbia anche solo parlato in giro.

“Oltre 1500 librerie coinvolte in tutta Italia, 750 mila segnalibri, 430 spot radiofonici, oltre 50 spot tv su Rai e Mediaset, 44 cartelloni sul retro degli autobus di Milano, 60 a Roma e 25 a Napoli. Parte il 16 maggio l’imponente campagna ‘Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro’, per promuovere la lettura. I testimonial sono Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio e Benedetta Parodi, che chiedono appunto: “regalami un libro”.”

Quello che mi ha sorpreso subito sono i numeri. A me già pareva un po’ di essere uno sbruffone quando dicevo “oggi siamo 200.000?, però è difficile spiegarvi la soddisfazione relativa ai mezzi con cui ci sono arrivato. Con il mio blog, Facebook e una catena di passaparola, mi sembrava d’aver fatto una bella impresa. Poi stamattina mi sveglio (tardi) e una ragazza mi manda una mail con allegato un link. Leggo parole che mi danno una sensazione di deja vu assurda:

“Vogliamo istituire – ha spiegato il presidente del Centro per il libro e la lettura, Gian Arturo Ferrari – un giorno in cui gli italiani si regalano i libri che oggi, sostanzialmente, sono circondati da un’aura negativa. C’è un odore di scuola che non è piacevole, ed è quello che vogliamo eliminare. Vogliamo rendere il libro più vicino ad ognuno di noi e la cosa più vicina che abbiamo sono gli affetti. Questa è la prima iniziativa che vede la collaborazione fra pubblico e privato che è necessaria per il libro. Regalare un libro, è più di un gesto d’affetto. Con un libro regaliamo qualcosa di noi, un pezzo della nostra anima. Vorremmo che nel tempo divenisse un gesto naturale, proprio come fanno gli innamorati a San Valentino o i figli di tutte le età per la Festa della mamma”

Tutto in linea con quello che anche io dichiaravo sul blog e nelle interviste. Con un po’ di malizia addirittura mi viene da pensare che ci sia sotto qualcosa, però prima di sparare, cerco di informarmi. Vado sul sito ufficiale e cosa c’è? Niente. Sia chiaro, qualcosa c’è, ma niente che spieghi cosa fare il 23 Maggio. C’è tanta pubblicità, con la lista delle Case Editrici che hanno partecipato, i giornali, la lista di tutti gli eventi collegati. Ci sono gli spot dei testimonial. E a proposito? Che c’entra la Parodi? Mi pare abbia scritto solamente un libro di cucina. Non è un po’ poco per essere una testimonial del mondo dei libri?

Ma qual è la sensazione che più mi infastidisce? Che sotto il peso di tutti questi nomi, di tutti questi numeri, spariscano le persone e sparisca il disinteresse economico di fare un gesto tanto bello, quanto regalare un libro. Stento a credere che questa iniziativa sia totalmente indipendente dalla mia, però non avendo prove non posso accusare ufficialmente nessuno. Però troppe cose si assomigliano. Sul sito ufficiale c’è un “Il 23 Maggio Regalami un libro” e un “Giornata nazionale per la promozione della lettura” che assomigliano dannatamente alle parole che ho usato io molte volte.

La mia paura più grande è quella che ci sia un tentativo di acquistare questa iniziativa e rivenderla. Non abbiamo bisogno di un altro S. Valentino. Il 26 Marzo qualcuno si era infatti ricordato come dire Ti Amo senza acquistare aggeggi vari. Non abbiamo bisogno di una pubblicità martellante che ci faccia sentire in colpa se non siamo all’ultima moda. Abbiamo bisogno di testimonial reali, di una persona che ha regalato un libro non perché gliel’ha detto il suo autore preferito, ma solo perché si sentiva di farlo. Imponente campagna, 50 spot tv, 750 mila segnalibri… perché? Per una volta non potevate fermarvi a guardare cosa erano stati in grado di fare delle persone normali? Perché dovete sfondare la porta senza neanche bussare? Non si fa così.

Sono proprio le modalità di questa iniziativa che non mi piacciono. A partire dall’infelice scelta di “Regalami” un libro che sembra quasi un obbligo con l’aggravante del “Se mi vuoi bene”, fino alla totale assenza di spiegazioni riguardo al da farsi quel giorno. Sembra quasi che l’importante sia andare ad acquistare un libro. Una volta pagato non siete più di loro competenza. Dov’è la decantata collaborazione tra pubblico e privato? Avete forse messo qualche libro a disposizione per quella giornata come ha fatto la biblioteca della mia città e altre che l’hanno seguita? Quello è disinteresse. Quello è amore della lettura. E so che dovete anche voi dar da mangiare ai vostri figli a fine mese, ma per favore, non sporcate un gesto che trae potenza dalla sua pulizia.

E’ il maledetto vizio di sostituire le carenze di fantasia e di idee con i soldi. Se ce l’ha fatta un ragazzo di 21 anni senza aiuti, perché non ce la possiamo fare noi con le nostre librerie, i nostri spot e i nostri testimonial? Probabilmente è stato questo il loro pensiero e forse qualcuno non l’ha fatto neanche in cattiva fede. Talvolta però le cose funzionano in maniera diversa e per quanti soldi tu possa avere, per quanto suadente possa essere la voce di chi ti propone qualcosa e per quanto forte andrai a urlarlo, ci sarà ancora qualcuno che non si farà impaurire dalla tua voce forte e a costo di rimanere da solo, il mio dannato libro lo regalerò quando voglio.

Io ti voglio bene

Il 23 Maggio non ti regalerò un libro


Purtroppo era una cosa abbastanza prevedibile. Gli scrupoli e la correttezza non sembrano albergare nella scatola cranica di certa gente, e quando succedono cose del genere, per quanto preparato tu possa essere, è inevitabile rimanerci male. Ed è anche piuttosto inutile cercare di parlare con gli organizzatori, perché rischieresti di essere accusato di avere manie di protagonismo e in ogni caso, probabilmente, non verresti preso minimamente in considerazione.

L’unica cosa da fare è sfruttare il potere di Internet, proprio come hai fatto all’inizio di quest’avventura. Ma stavolta non sarai tu a dover agire. Lo faremo noi, semplicemente parlandone, diffondendo il vero spirito dell’iniziativa, ricordando a tutti da dove è partita e che non ha nulla a che vedere con sponsor, testimonial, librerie convenzionate, e robaccia del genere. Direi che adesso tocca a noi ricambiare lo splendido regalo che Alberto ci hai fatto. Io l’ho appena fatto, facciamolo tutti, non permettiamogli di dare questo colpo di spugna.

Il 23 Maggio non regalerò un libro.

Darsch

Ed io, Alberto, non posso fare altro che ribadire con loro:

Il 23 Maggio non regalerò un libro.


2 Risposte a ““Il mercato nero delle idee altrui” da darsch.it”


  1. 28 maggio, 2010 alle 12:23

    Rimasi già scandalizzato e disgustato sul blog di Simone, e ora lo sono doppiamente (e aggiungiamo che sono anche incazzato).

    E’ davvero una presa per il culo troppo grossa, da parte di questo patetico stato, che non si merita nemmeno una “S” maiuscola.

    Il 23 Maggio, SICURAMENTE non regalerò un libro, nè tanto meno, lo accetterò.


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